Rimedi vegetali contro le malattie delle bestie

Contro l’asma e respiro affannoso si prende una manata di radici d’imperatoria ben pestata, vi si uniscono 4 manate di sale e si dà a bere di quando in quando una pozione alla bestia ammalata.

Si può somministrare anche una manata di menta peperita con un pugno di anice pestata insieme al foraggio con lo stesso buon effetto.

Contro la gonfiezza, specialmente per avere nella primavera ingerito la prima erba, si unisce insieme finocchio, anice, comino, il tutto pestato finemente; si bollisce per cinque minuti e si dà questo beverone in due tre volte. Questo preparato produce subito ventosità, e la bestia è liberata. Si può usare anche questa formula: in un litro di latte si immettono dieci coste d’aglio tagliuzzate, un cucchiaio di comino pestato, un cucchiaio di pepe. La pozione che risulta deve essere bevuta calda.

Contro la diarrea si prescrive 1’alchimilla secca, agisce benevolmente e subito.

Contro i forti calori delle vitelle si fa un decotto con la barba di becco (Tragopogon pratense), e se lo somministra insieme con 1’acqua nella quale fu cotta.

Per mali generali, non sapendo giustamente dove risiede la malattia, si dà a diverse riprese una bevanda nella quale siano state cotte bacche di ginepro, menta e comino. Dopo questa bevanda si danno a mangiare ortiche secche, che le bestie divorano volentieri.

Contro gonfiezze e tumori chiusi, senza uscita di materia, si applicano le foglie di felce maschio, o le radici tagliuzzate.

Nei tumori aperti si bolliscono i fiori di fieno, e vi si applicano gli impacchi.

Nelle infiammazioni degli occhi, della bocca e della gola, prendi una manata di geranio roberziano (Cicuta rossa); tagliuzzata finemente e applicata alla parte malata. Per la bocca si introduce una tazza del decotto.

Nel cosiddetto “Mal rossino “ dei maiali prendi una buona quantità di muschio verde o umido; legalo sul corpo e specialmente sulle orecchie della povera bestia, ed il male cesserà. Puoi dare anche un bicchiere di olio di perforata (iperico) o di ricino, che ottiene lo stesso effetto.

Per l’afta epizootica si danno a bere più volte al giorno alle bestie infette da 1 a 2 litri di decotto di timo o di maggiorana, e con il medesimo decotto si lavano le unghie. Per lo stesso scopo si da 3 volte il di un cucchiaio di radici d’imperatoria tagliuzzata con un po’ di sale comune: con altrettante radici cotte nell’acqua si lavano le unghie. In tutti e due i casi e necessario praticare più volte al giorno delle frizioni forti ai reni con delle cipolle crude schiacciate, perchè proprio nei reni risiede ordinariamente il principio della malattia.

Quale purgante per le bestie si usi questa formula: per cavalli e muli si danno 35 gr. di aloe sciolto nell’acqua, aggiungendovi un po’ di sapone; per i buoi e vacche 45 gr.; per pecore, capre, maiali 15 grammi.

Per tutte le infiammazioni: lavacri e applicazioni di acqua di piombo.

Per crampi di stomaco e nella colica ventosa si propinano i fiori di camomilla cotti nell’acqua. Si da il beverone ogni tre ore. Per cavalli, muli, buoi 50 gr.; per pecore, capre maiali 10 gr.; per cani 5 grammi. Nell’orina sanguigna e in altri mali della vescica, come pure nella stitichezza si dà il vetriolo (verderame) con un po’ di genziana e bacche di ginepro. Per cavalli, muli, buoi e vacche 10 grammi; per pecore e maiali 1 gr. Nei raffreddori e sudore soppresso alle bestie grosse si dà il the di sambuco nel quantitativo di 30 grammi.

Nella mancanza di appetito e nella difficile digestione, come pure nei crampi e nella colica si dà una pozione di bacche di ginepro con sale comune ed un po’ di assenzio.

Per la digestione ha grande virtù la radice di genziana. Viene somministrata sminuzzata con il foraggio. Per cavalli, muli, buoi 25 gr.; per pecore, capre, maiali 10 grammi.

Questa piccola farmacia i contadini e i proprietari di bestiame devono averla sempre pronta.