La nostra prima sede era un posto speciale; non solo perchè lo diciamo noi, lo era di fatto. Prima di tutto per ragioni storiche. La casa è annessa come pertinenza al castello di Segonzano, di cui non si conosce la data di costruzione ma che è certamente antico, poiché della sua costruzione si fa menzione già in un documento del 1216.
Per ragioni logistiche: era situata in sostanza al centro della valle, vicina al ponte dell’Amicizia, che unisce le due sponde della stessa, e nei pressi del ponte di Cantilaga, storico punto di convergenza delle due realtà, altrimenti inesorabilmente divise. In aggiunta, è sita lungo il percorso del sentiero europeo (E5), via d’unione tra i popoli al di là ed oltre i confini nazionali.
Per motivi di cronaca recente, perché sede di una fraternità cappuccina fondata da Uomini che hanno voluto creare un punto d’incontro, d’ascolto e di condivisione, e che poi sono stati allontanati da questo luogo in spregio alla loro opera ed al benvolere della popolazione tutta.
Per l’inedita sinergia, infine, tra il volontariato e una famiglia, quella degli A Prato, che ci ha concesso questa casa in comodato gratuito (e che nuovamente ringraziamo anche in questa sede).
Questa casa era un impegno per noi, un impegno di lavoro e finanziario, perché grande per le nostre piccole possibilità: era pure un impegno ideologico, perché era la nostra memoria da preservare, ed insieme il nostro futuro da preparare e il nostro presente di lavoro comune. L’abbiamo in parte ristrutturata: il tetto, innanzitutto, ricostruito usando le tradizionali lastre di porfido; gli interni del piano superiore, per offrire una migliore vivibilità; gli avvolti, sede ideale per attività conviviali o per fare musica; gli esterni, che volevamo riportare simili a come erano non tanto tempo fa, durante la civiltà contadina, con piante ombrose e rade, e prati curati ed accoglienti.
Doveva essere una casa non solo per noi, ma per la comunità intera. Una serie di appuntamenti fissi avevano animato le giornate, dando spazio a chi aveva qualcosa da proporre. Questa era la casa dell’accoglienza, la sua porta era aperta per tutti, in ogni giorno ed ogni ora. Qui sono nate molte iniziative, e tra l’altro anche la nostra associazione. La presenza di don Gaetano e padre Antonino ci hanno dato orgoglio e stimolo, ci piace pensare che quell’esperienza si possa riproporre, anche in maniera diversa, nella nuova sede.
Noi, con i nostri ricordi, abbiamo parcheggiato per alcuni anni le nostre valigie presso la sede dell’AVIS e della Stella Bianca di Cembra, con i nostri archivi in una casa concessaci dal sindaco di Segonzano, fissiamo ora la bandiera sul tetto del mulino.
Ma questa è una nuova storia che vi racconteremo di seguito.
Dal 2001 l’Associazione è rimasta senza l’unico punto fisso (casa dei frati) e da allora, unitamente alla programmazione di attività di incontro e di cultura, gli sforzi si sono prettamente indirizzati verso la ricerca di una nuova sede.
Non sembrava giusto lasciare perdere tutto il lavoro fatto solo per il semplice fatto di non avere una sede ed anzi è aumentata la consapevolezza che l’attività poteva – una volta trovata una sede adeguata – ampliarsi coinvolgendo in maniera più incisiva la popolazione della Val di Cembra. Sono stati scandagliati masi e frazioni alla ricerca di un luogo ideale dove ripetere l’esperienza. Abbiamo trovato ostacoli ed approfittatori, persone che ci hanno aiutato ed altre che ci vedevano biecamente.
In una passeggiata tardo invernale l’illuminazione: “Ma perché non comperate questo mulino? C’è un cartello appeso con un numero di telefono, prova!” E’ iniziata in tal modo una lunga trattativa conclusa il giorno di S. Rocco del 2003, quando è stato stipulato il compromesso d’acquisto dell’immobile in questione. S’inizia da subito a progettare, a volare alto, a prendere contatti per finanziare l’opera sul Patto territoriale (avevamo il nostro “uomo all’Havana” nel tavolo di concertazione).
Non sarà una casa solo per noi, ma per la comunità intera, cui idealmente appartiene.
AGOSTO: compromesso d’acquisto
SETTEMBRE: rilievo e progettazione
OTTOBRE: progettazione
NOVEMBRE: progettazione
DICEMBRE: progettazione
atto notarile presentazione informale Comune
GENNAIO: incompatibilità con strumento urbanistico incompatibilità con carta di sintesi geologica
MARZO: integrazione rilievo per variante geologica
APRILE: consegna progetto e perizia geologica alla P.A.T. per declassamento dell’area
MAGGIO: conclusione progetto
GIUGNO: richiesta parere Commissione Comprensoriale Tutela Paesaggistico – ambientale bocciatura del progetto
LUGLIO: lieve modifica al progetto approvazione della Commissione
richiesta al Comune di Concessione
AGOSTO: la commissione edilizia comunale congela il progetto in quanto in contrasto con la carta di sintesi geologica consegna alla P.A.T. per finanziamento
SETTEMBRE: predisposizione documentazione integrativa
OTTOBRE: computo metrico
DICEMBRE: richiesta parere Commissione Provinciale di Vigilanza approvazione da parte della Giunta provinciale della variante geologica
GENNAIO: bocciatura da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza adeguamento del progetto
FEBBRAIO: incontro ed approvazione del progetto da parte della suddetta Commissione
MARZO: espressione della Commissione edilizia comunale espressione del Consiglio Comunale per la concessione in deroga
ricerca aree da destinare a parcheggio
APRILE: richiesta nulla osta in deroga al Servizio Urbanistica realizzazione plastico
MAGGIO: realizzazione plastico
GIUGNO: calcoli termici ed individuazione del sistema di riscaldamento progetto esecutivo
LUGLIO: progetto esecutivo consegna al Servizio Attività Culturali risposta al Servizio Urbanistica da parte del Comune alla richiesta di integrazioni
SETTEMBRE: espressione favorevole della Giunta Provinciale per la Concessione in Deroga Impegno dell’amministrazione di Faver a rilasciare la Concessione presentazione del progetto alla festa dell’uva di Verla di Giovo
DICEMBRE
Dopo numerosi incontri con l’amministrazione, otteniamo la concessione edilizia.
Acquisto campo per costruire il piazzale di deposito della legna…
MARZO
Progetto scogliera e richiesta autorizzazioni varie.
non possiamo raccontare tutto, troppe cose, troppa gente sentita, troppa gente sorda…
11 MAGGIO: INIZIO LAVORI
lavori, anche con il concorso di volontari.
Ottobre 2008: fine lavori!
pratiche agibilità ed autorizzazioni all’apertura.
ai frati Cappuccini della casa di Piazzo, in particolare P. Antonino Butterini e P. Fabrizio Forti, per tutto quello che ci hanno lasciato…
Ai vari membri delle Commissioni che hanno compreso le nostre necessità
Ai politici e responsabili del Patto territoriale che ci hanno aiutato nei momenti di difficoltà
Alla Provincia Autonoma di Trento – Servizio Attività Culturali – che finanzia all’80% l’intervento.
A tutti coloro che ci sostengono, che ci hanno sostenuto o che vogliono camminare al nostro fianco…
Idezione e progetto architettonico: Arch. Sergio Paolazzi -Faver- Tn
Collaboratori: Arch. Stefano Casagrande, Ing. Luca Gottardi, P. I. Giuseppe Dallavalle